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Attività di vigilanza del Servizio tecnico centrale presso i laboratori di prova

I risultati delle ispezioni condotte per iniziativa dell’Osservatorio sul calcestruzzo hanno evidenziato forti carenze e hanno portato alla è nato nel 2011 ponendosi tra i vari obiettivi quelli di coordinare e di programmare le azioni di vigilanza sul mercato e sul territorio.

L’Osservatorio sul calcestruzzo è nato nel 2011 ponendosi tra i vari obiettivi quelli di coordinare e programmare le azioni di vigilanza sul mercato e sul territorio. A distanza di quattro anni l’attività di vigilanza sul mercato ha cominciato a dare i primi risultati.

Nel giugno 2014 era stata veicolata la nota circolare n. 4176, consultabile e scaricabile dai siti dell’Osservatorio del calcestruzzo e del Servizio tecnico centrale, che può interessare in particolar modo le imprese di costruzione e i direttori lavori.

Riportando in sintesi alcuni passaggi della circolare, poniamo l’accento sui controlli eseguiti dal Servizio tecnico centrale presso i laboratori di prova e sui risultati emersi.

Questi i principali deficit rilevati nel corso delle ispezioni:

• carenze nelle modalità di accettazione e gestione dei provini, in particolare quelli di calcestruzzo che in alcuni casi sono risultati di “dubbia provenienza”, mal identificati o completamente privi di contrassegno, oppure trasmessi con verbali non firmati dalla direzione lavori;

• mancata effettuazione del controllo di planarità dei provini;

• non corretta esecuzione delle prove sugli acciai, in particolare su quelli da precompressione;

• non adeguata organizzazione degli spazi e delle aree dedicate alle prove sui leganti idraulici e cattiva manutenzione dei macchinari di prova.

In relazione a ciò il Servizio tecnico centrale ha informato i laboratori autorizzati che è fatto loro divieto, anche pena la sospensione dell’attività, di:

• accettare richieste di prova non in originale, con l’eccezione delle richieste trasmesse delle stesse via Pec per le quali deve essere conservata anche l’e-mail di trasmissione;

• accettare cubetti di calcestruzzo non correttamente ed univocamente identificati e non corredati dalla relativa richiesta sottoscritta dalla direzione lavori;

• accettare campioni con segni evidenti che mettano in dubbio il regolare prelievo;

• eseguire prove su campioni dei quali non sia stata preventivamente verificata la planarità;

• conservare in laboratorio campioni che non siano stati regolarmente identificati;

• non essere in grado di effettuare le prove durante la visita di sorveglianza del Stc;

• non riportare sui certificati del calcestruzzo gli estremi del verbale di prelievo.

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