Frequently ask question

A che cosa serve il sistema di gestione per l’ambiente e a quale norma fa riferimento?

L’applicazione di un sistema di gestione per l’ambiente consente a un’azienda di individuare, tenere sotto controllo e migliorare le proprie interazioni con l’ambiente, riducendone gli impatti.
La norma di riferimento è la UNI EN ISO 14001, riconosciuta a livello internazionale. Essa descrive il circolo virtuoso da attuare affinché il miglioramento delle prestazioni ambientali sia concreto e percepito da tutte le parti interessate, riducendo in questo modo la probabilità di incorrere in sanzioni da parte degli organismi di controllo e migliorando i rapporti con i clienti e con le comunità locali che vivono nei pressi del sito/impianto certificato.

Che cosa comporta l’adozione di un sistema di gestione per l’ambiente?

L’azienda che intende sviluppare un sistema di gestione ambientale deve innanzitutto effettuare un’auto valutazione della situazione in relazione alle tematiche ambientali (analisi ambientale iniziale) e individuare gli aspetti maggiormente critici. Seguono poi due verifiche da parte di auditor ICMQ: la prima orientata principalmente alla conformità legislativa e la seconda all’efficacia del sistema di gestione come reale strumento di miglioramento.

Che cos’è un sistema di gestione dell’energia e che vantaggi comporta?

La norma ISO 50001 costituisce un utile riferimento per l’implementazione di un sistema di gestione di tutte le tematiche legate all’energia che interessano le attività svolte da un’azienda, fornendo gli strumenti di pianificazione, organizzazione e procedurali che consentano di affrontare nel modo più efficace ed efficiente possibile gli aspetti energetici. L’applicazione del sistema di gestione per l’energia parte da una diagnosi energetica in cui si analizzano in dettaglio i consumi. Sulla base delle informazioni raccolte si individuano le aree di possibile miglioramento, si eseguono valutazioni costi/benefici e si pianificano gli interventi utili. Nel caso dei sistemi di gestione per l’energia i miglioramenti si quantificano in risparmi energetici e quindi, direttamente, in risparmio sui costi.

Perché certificare un sistema di gestione dell’energia?

La certificazione da parte di un organismo indipendente come ICMQ consente da un lato di valutare l’efficacia di quanto messo in atto e di identificare eventuali aree di miglioramento, dall’altro di dare visibilità all’esterno del proprio impegno al risparmio e al rispetto dell’ambiente. Le aziende che già applicano un sistema di gestione per l’ambiente conforme alla UNI EN ISO 14001 possono trovare nella ISO 50001 il naturale compendio per migliorare la gestione dell’energia ed il risparmio economico conseguente.

Che cos’è la Dichiarazione ambientale?

La Dichiarazione ambientale è un documento pubblico con cui un’azienda descrive la propria attività con particolare riferimento alle interazioni con l’ambiente, comunica utilizzando indicatori quantitativi le proprie prestazioni e illustra i propri piani di miglioramento. Il riferimento base per predisporre la Dichiarazione ambientale è il Regolamento CE 761/01, noto come Regolamento EMAS. La Dichiarazione ambientale deve essere aggiornata annualmente e gli aggiornamenti devono essere convalidati da un verificatore indipendente.

Che cos’è la registrazione EMAS e come si ottiene?

La registrazione EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) è un’attestazione, riconosciuta a livello europeo, dell’eccellenza nel gestire al meglio le interazioni con l’ambiente e dell’impegno al miglioramento continuo. Condizione necessaria per avviare l’iter di registrazione EMAS è avere un sistema di gestione per l’ambiente conforme alla norma UNI EN ISO 14001 e aver redatto la Dichiarazione ambientale. Un verificatore indipendente, come ICMQ, la esamina e la convalida attestando la veridicità dei suoi contenuti. L’azienda invia la Dichiarazione convalidata al comitato EMAS che la esamina e provvede alla sua registrazione.

Quali sono le aziende che devono controllare la quantità di gas serra emessi in atmosfera e che obblighi hanno?

Si tratta delle aziende che ricadono nell’applicazione della Direttiva 2003/87/CE e successive integrazioni (nel settore delle costruzioni la produzione di cemento, di calce e di alcuni tipi di laterizi).A ciascuna di esse viene assegnato un certo quantitativo di quote (ad ogni quota corrisponde una tonnellata); le reali emissioni di gas serra vengono monitorate e per ogni tonnellata emessa è necessario restituire una quota. Il quantitativo totale delle emissioni deve essere verificato e convalidato annualmente da un ente indipendente, come ICMQ, e le aziende virtuose che hanno investito nel miglioramento delle proprie prestazioni possono vendere le quote non utilizzate.

Quali sono i vantaggi aziendali derivanti dall’adozione di un sistema di gestione per la sicurezza conforme alla norma BS OHSAS 18001:2007?

L’efficace applicazione di un sistema di gestione conforme alla norma BS OHSAS 18001:2007 costituisce per un datore di lavoro, a oggi, la migliore garanzia che ha fatto quanto possibile per prevenire infortuni e malattie professionali. Secondo il D.Lgs 81/2008 "Testo unico sulla salute e sicurezza sul luogo di lavoro", infatti, le aziende che operano in conformità alla norma BS OHSAS 18001:2007 sono esonerate dalla responsabilità amministrativa in caso di incidente o infortunio grave.

Che cosa significa "responsabilità amministrativa d’impresa"?

Il D.Lgs. 231/2001 introduce il concetto della responsabilità amministrativa d´impresa: se le persone che lavorano per l´azienda commettono uno dei "reati presupposto" elencati nel decreto, l´azienda ne risponde con sanzioni estremamente gravose, da una multa che può arrivare fino a 6 milioni di euro alla revoca delle autorizzazioni in essere. è possibile mettersi al riparo da queste sanzioni attuando un "modello organizzativo" secondo le linee guida indicate dal decreto e il cui punto cardine è l´organismo di vigilanza che deve sorvegliare sull´applicazione del modello.

Quali sono i tipi di reato indicati nel decreto?

L’elenco dei "reati presupposto" è stato allargato nel corso degli anni: nel 2007 è stato introdotto "omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro" e nel 2011 sono stati introdotti i reati di tipo "ambientale". Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, si ricorda che per lesione grave s’intende qualsiasi infortunio con prognosi superiore ai 40 giorni. Per quanto riguarda l’ambiente, i reati possono verificarsi in caso di: scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione o con autorizzazione revocata o sospesa, svolgimento di attività connesse con la gestione rifiuti in assenza delle autorizzazioni prescritte, o ancora inquinamento del suolo o superamento dei limiti di concentrazione previsti dall’autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

Come è possibile verificare il "modello organizzativo 231"?

Per chi attua il "modello 231" è fondamentale avere la certezza che la procedura sia eseguita correttamente. Dotandosi di una serie di regole volte a prevenire i reati e di un "organo di vigilanza" deputato a verificarne l’applicazione, è possibile evitare le sanzioni amministrative (resta invariata la responsabilità penale delle singole persone coinvolte). A questo scopo l’organizzazione può rivolgersi a un organismo di certificazione di terza parte indipendente per ottenere: audit mirati alla verifica dello stato di applicazione del sistema, cioè interventi "a spot" che forniscono una fotografia dello stato di applicazione del modello organizzativo; certificazione del modello, cioè una certificazione vera e propria, con verifica iniziale e sorveglianze periodiche, che consente un controllo sistematico sullo stato di applicazione del modello. In questo modo l’organismo di vigilanza può dimostrare di avere svolto il proprio ruolo con la diligenza necessaria.

Qual è l’iter per la certificazione di una ESCO?

L’attività di certificazione prevede una valutazione iniziale da parte di ICMQ e una successiva fase di sorveglianza annuale del certificato, che ha una durata triennale e può essere rinnovato per il successivo triennio. Le verifiche sono di tipo documentale e mediante visita sia presso la sede della ESCO, sia presso uno o più suoi clienti, in relazione al numero di contratti attivi. Quali sono i requisiti minimi che una ESCO deve possedere per essere certificata?Per essere certificata una ESCO deve dimostrare di essere in grado di svolgere tutte le attività citate dalla norma UNI EN ISO 11352, par. 4.2, dalla lettera a) alla lettera k), qui di seguito riportate:

  1. diagnosi energetiche, comprensive dei fattori di aggiustamento;
  2. verifica della rispondenza degli impianti e delle attrezzature oggetto dell’intervento di miglioramento dell’efficienza energetica alla legislazione e alla normativa di riferimento con individuazione degli eventuali interventi di adeguamento e di mantenimento della rispondenza ai requisiti cogenti;
  3. elaborazione di studi di fattibilità, preliminari alla progettazione, con analisi tecnico-economica e scelta delle soluzioni più vantaggiose in termini di efficienza energetica e di convenienza economica;
  4. progettazione degli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica da realizzare, con la redazione di specifiche tecniche;
  5. realizzazione degli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica;
  6. gestione degli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica e conduzione degli stessi garantendone la resa ottimale ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica ed economica;
  7. manutenzione degli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, assicurandone il mantenimento in efficienza;
  8. monitoraggio del sistema di domanda e consumo di energia, verifica dei consumi, delle prestazioni e dei risultati conseguiti secondo metodologie, anche statistiche, concordate con il cliente o cogenti;
  9. presentazione di adeguati rapporti periodici al cliente che permettano un confronto omogeneo dei consumi e del risparmio di energia per la durata contrattuale; ai fini dell’omogeneità del confronto devono essere inclusi anche eventuali aspetti indiretti quali le variazioni dei consumi di risorse naturali (per esempio l’acqua);
  10. supporto tecnico, per l’acquisizione e/o gestione di finanziamenti, incentivi, bandi inerenti interventi di miglioramento dell’efficienza energetica;
  11. attività di formazione e informazione dell’utente;
  12. certificazione energetica degli edifici (obbligatoria se congruente con il campo di attività della ESCO)

Quali attività facoltative erogate dalla ESCO possono essere certificate?

Possono essere certificate le attività facoltative indicate dalla lettera m) alla lettera p) nella norma UNI EN ISO 11352, par. 4.2, qui di seguito riportate:

  1. finanziamento dell’intervento di miglioramento dell’efficienza energetica;
  2. acquisto dei vettori energetici necessari per l’erogazione del servizio di efficienza energetica;
  3. sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili, sempre finalizzato al miglioramento dell’efficienza energetica;
  4. ottimizzazione economica dei contratti di fornitura eventualmente anche mediante modifica dei profili di prelievo dei vettori energetici.

Quando una ESCO è nelle condizioni di richiedere la certificazione?

Fatto salvo il rispetto dei requisiti e delle capacità minime individuate dalla norma UNI EN ISO 11352, prima del rilascio della certificazione alla ESCO deve poter essere verificato almeno un Contratto a Garanzia di Risultato (finalizzato al miglioramento dell’efficienza energetica):


  1. presso il cliente (della ESCO) deve almeno essere disponibile un contratto concluso o in svolgimento (ad esempio per la realizzazione e/o conduzione di un intervento di miglioramento dell’efficienza energetica);
  2. presso la ESCO deve essere disponibile almeno un contratto attivo (finalizzato al miglioramento dell’efficienza energetica) e grazie al quale si dimostri di aver conseguito almeno un primo ciclo di miglioramento. Indipendentemente dalle forme contrattuali, deve essere stato svolto un primo ciclo di attività (indicate dalle lettere dalla a) alla k) della norma UNI EN ISO 11352, par. 4.2) che dimostri il miglioramento dell’efficienza energetica.

Cosa s’intende per ciclo di miglioramento?

È il ciclo in cui è possibile verificare il miglioramento dell’efficienza energetica definito dal Contratto a Garanzia di Risultato, purché rappresentativo della ciclicità del processo o dell’utilizzo dell’oggetto dell’intervento. La durata del ciclo di miglioramento deve comunque essere definita contrattualmente ed essere connessa alle modalità di verifica così come alle obbligazioni contrattuali di miglioramento dell’efficienza energetica.

Qual è l’iter e la durata della certificazione?

La durata della certificazione è di 5 anni. ICMQ effettua una visita di valutazione iniziale presso la sede dell’Impresa e il mantenimento della certificazione prevede una sorveglianza annuale per i 3 anni successivi, di carattere documentale, quindi una verifica di rinnovo in campo.

Quali sono le attività e i campi di applicazione della certificazione?

Sono oggetto di certificazione le attività di installazione, riparazione e manutenzione di:

  • apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore contenenti taluni gas fluorurati ad effetto serra (Regolamento 303);
  • impianti fissi di protezione antincendio ed estintori contenenti taluni gas fluorurati ad effetto serra (Regolamento 304).

Quali attività sono escluse?

Sono escluse dalla certificazione le attività relative a:

  • fabbricazione/riparazione nel luogo di produzione delle apparecchiature fisse;
  • celle frigorifere di autocarri e rimorchi frigorifero, per le quali sussiste l’obbligo per i propri dipendenti, dal 1° luglio 2017, di essere in possesso di un certificato in conformità al Regolamento di Esecuzione (UE) n° 2015/2067.

Quali sono gli obblighi per le imprese f-gas?

Le imprese f-gas:

  • possono operare solo se registrate nel Registro nazionale f-gas;
  • devono disporre di personale certificato in numero sufficiente da coprire il volume di attività previsto, cioè almeno una persona certificata per ogni 200mila euro di fatturato legato all’attività f-gas;
  • devono dimostrare che il personale impegnato nelle attività f-gas abbia a disposizione gli strumenti e le procedure necessari per svolgerle;
  • devono predisporre un piano della qualità, cioè un documento che precisa le particolari modalità operative, le risorse e le sequenze delle attività relative alla qualità del servizio offerto;
  • devono certificarsi utilizzando un organismo di certificazione accreditato.

Quali sono gli sviluppi normativi nel settore f-gas?

Il quadro normativo di riferimento per la certificazione f-gas è stato recentemente aggiornato a livello europeo grazie al Regolamento (UE) N. 517/2014, che ha definitivamente abrogato il Regolamento (CE) n. 842/2006. Il nuovo Regolamento non ha introdotto particolari modifiche allo schema di certificazione già in atto, ma solo limitazioni all’immissione in commercio di alcuni prodotti e apparecchiature.Successivamente il Regolamento di Esecuzione (UE) n° 2015/2067 del 17 novembre 2015, che ha abrogato il Regolamento 303/2008, ha introdotto alcune novità fra le quali un nuovo parametro di misura degli f-gas, che da kg di CO2 passa a tonnellate equivalenti di CO2. Al momento in Italia la situazione normativa relativa alla certificazione f-gas delle imprese è invariata, in quanto è ancora in vigore il Dpr 43/2012. In attesa del recepimento della nuova normativa europea e di una revisione dello schema di accreditamento nazionale, lo schema certificativo attuale resta immutato.

Le persone che lavorano nella mia azienda sono certificate come BIM specialist, BIM coordinator e BIM manager. Perché dovrei adottare un Sistema di gestione BIM?

L’efficace applicazione del metodo BIM non si basa solo sulle competenze delle singole persone, ma anche sulla capacità di pianificare e di far interagire tutti coloro (interni ed esterni) che lavorano sulla stessa commessa con il metodo BIM. Il Sistema di gestione consente di lavorare come una squadra padroneggiando strumenti di pianificazione tipici del metodo BIM come l’EIR (Employer’s information Requirements) o il BEP (BIM Execution Plan).

La mia azienda è già certificata Iso 9001, cosa devo fare per applicare il Sistema di gestione BIM?

La Specifica tecnica che descrive il Sistema di gestione BIM è allineata alla Iso 9001:2015. Per integrare il Sistema di gestione BIM con il Sistema di gestione per la qualità esistente è sufficiente focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti specifici che caratterizzano il metodo BIM (come il contesto tecnologico/software, le competenze, gli strumenti di pianificazione e gestione della commessa) includendoli nella documentazione esistente.

La mia azienda non è certificata Iso 9001. Cosa devo fare per applicare il Sistema di gestione BIM?

La Specifica tecnica che descrive il Sistema di gestione BIM è allineata alla Iso 9001:2015 ma può essere applicata come documento a sé stante. Se in azienda sono presenti competenze relative ai sistemi di gestione è possibile arrivare autonomamente all’applicazione della Specifica, diversamente è consigliabile farsi assistere da un consulente. L’applicazione del Sistema di gestione BIM potrebbe essere il primo passo per arrivare a un Sistema di Gestione Iso 9001 che copra tutti i processi aziendali.

ICMQ è accreditato da Accredia per la
certificazione dei sistemi di gestione della qualità, dell’ambiente, della salute e sicurezza sul lavoro.

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